Crescere con la PKU
la storia di Patrizia
*Per garantire l’anonimato dei partecipanti, tutte le storie sono state rielaborate e i nomi riportati sono di pura fantasia.
la storia di Patrizia
*Per garantire l’anonimato dei partecipanti, tutte le storie sono state rielaborate e i nomi riportati sono di pura fantasia.
Mi chiamo Patrizia e sono la mamma di un ragazzo, ormai adulto, che vive da solo da circa 3 anni.
Il nostro incontro con la PKU è avvenuto al momento della sua nascita, con un test di Guthrie positivo.
Io e mio marito eravamo molto preoccupati nonostante i medici ci avessero rassicurato sul fatto che, con la dieta, non ci sarebbero state conseguenze neurologiche o motorie. In effetti così è stato, anche se l’organizzazione familiare e la gestione dell’alimentazione non sono state semplicissime.
Marco ha frequentato l’asilo nido, la scuola materna ed elementare, ha sempre mangiato a mensa con la collaborazione del personale scolastico.
La PKU lo ha accompagnato durante gli anni del liceo, dell’università, e persino in un altro paese durante l’Erasmus. Era con lui quando faceva sport, per un periodo anche a livello agonistico, il giorno della laurea e adesso, al lavoro.
Gli anni sono trascorsi con alti e bassi, con problemi che siamo fortunatamente sempre riusciti a superare, con i consigli degli specialisti del centro di riferimento (un grande grazie alla figura della psicologa!) e con i consigli di altre famiglie PKU conosciute inizialmente on-line e poi di persona.
I problemi maggiori sono stati e sono: